Parrocchia di Santa Maria Maggiore - Poirino
Tutta la comunità
è invitata alla celebrazione
Veglia pasquale
Sabato 15
,
nella chiesa di
Tutte
alle ore
20,45
Programma della celebrazione:
La veglia Pasquale
1. Per antichissima tradizione questa è «la notte di veglia in onore del Signore» (Es 12, 42). I fedeli, portando in mano – secondo l’ammonizione del Vangelo (Lc 12, 35 ss.) – la lampada accesa, assomigliano a coloro che attendono il Signore al suo ritorno, in modo che, quando egli verrà, li trovi ancora vigilanti e li faccia sedere alla sua mensa.
2. La Veglia si svolge in questo modo: dopo un breve «lucernario» (prima parte della Veglia), la santa Chiesa medita le «meraviglie» che il Signore ha compiuto per il suo popolo fin dall’inizio e confida nella sua parola e nella sua promessa (seconda parte o Liturgia della Parola), fino al momento in cui, avvicinandosi il giorno della risurrezione, con i suoi membri rigenerati nel Battesimo (terza parte), viene invitata alla mensa, che il Signore ha preparato al suo popolo per mezzo della sua morte e risurrezione (parte quarta).
3. L’intera celebrazione della Veglia pasquale si svolge di notte; essa quindi deve o cominciare dopo l’inizio della notte, o terminare prima dell’alba della domenica.
4. La Messa della notte, anche se celebrata prima della mezzanotte, è la Messa pasquale della domenica di Risurrezione.
5. Chi celebra o concelebra la Messa della notte può celebrare o concelebrare la seconda Messa di Pasqua.
6. Il sacerdote e il diacono indossano le vesti di colore bianco, come per la Messa. Si preparino candele per tutti coloro che partecipano alla Veglia.
L’Evangeliario è già posto sull’altare.
Due ministri sul sagrato che recano il turibolo con i carboncini già inseriti, ma spenti e la navicella dell’incenso;
un ministro il cero;
un ministro con i grani di incenso posti opportunamente su un piatto, uno stilo per l’incisione dei caratteri e lo stoppino per l’accensione del cero pasquale;
un ministro con il Messale Romano (rituale).
Due o più ministri che, in appositi cesti, distribuiscono le candele ai fedeli e i libretti per il canto.
Eventualmente un microfono radio per l’amplificazione della voce.
È bene che coloro che si occupano del fuoco abbiano una molla di ferro da camino per prendere, a tempo stabilito, i carboni ardenti inserendoli nel turibolo. Così pure, avviata la processione d’ingresso ma non quando ancora i fedeli sono presenti presso il fuoco, è bene, per ragioni di sicurezza, spegnere con annaffiatoio il braciere.
Infine si prepari prima dell’arrivo dei fedeli la tastiera che sosterrà i canti di accoglienza. Questa sarà affidata ad un collaboratore che, con l’avvio della processione d’ingresso, potrà ritirarla in un luogo protetto.
Il coro
accoglie i fedeli presso il sagrato della chiesa con alcuni canti ostinati del repertorio di Taizé: In questa oscurità, Questa notte.
Commentatore
Stringiamoci attorno al fuoco
e disponiamoci alla preghiera
con il silenzio ed il raccoglimento.
Tra qualche istante inizierà la celebrazione della Veglia.
Saranno posti alla nostra attenzione quattro segni:
la luce,
la Parola di Dio,
l’acqua battesimale,
il Pane e il Vino, memoriale della Pasqua.
Dopo la benedizione del fuoco
e l’accensione del cero pasquale,
simbolo di Cristo risorto, luce del mondo,
entreremo in chiesa,
in processione
dietro al cero
e al sacerdote che presiede la celebrazione.
La candela che vi è stata data
andrà accesa alla fiamma del cero pasquale,
non ad altre fiamme.
Parte prima
SOLENNE INIZIO DELLA VEGLIA O «LUCERNARIO»
BENEDIZIONE DEL FUOCO
Canto d’inizio Il fuoco della pasqua
7. Si spengono le luci della chiesa.
In luogo adatto, fuori della chiesa, si prepara un fuoco che divampi. Quando il popolo si è radunato, viene il sacerdote con i ministri, uno dei quali porta il cero pasquale.
Se non si può accendere il fuoco fuori della chiesa, il rito si svolge nel modo indicato al n. 10.
Il sacerdote saluta il popolo con queste parole o con altre simili tolte preferibilmente dalla sacra Scrittura come indicato alle pagg. 293-294 del Messale Romano.
La grazia del Signore nostro Gesù Cristo,
l’amore di Dio Padre,
e la comunione dello Spirito Santo
sia con tutti voi.
R/. E con il tuo spirito.
8. Quindi tiene una breve esortazione sulla Veglia pasquale con queste parole o con altre simili:
Amici, Sorelle mie, Fratelli miei,
è bello ritrovarci insieme
nel corso di questa notte…!
Notte santa fra tutte,
nella quale noi celebriamo un duplice evento,
l’uno già compiutosi:
la risurrezione del Signore Gesù;
l’altro che si sta compiendo:
la nostra stessa risurrezione.
È veramente Pasqua,
il passaggio dalla morte alla vita,
dalle tenebre alla luce.
Entriamo allora nella Festa delle Feste
per mezzo di una Veglia, unica fra tutte.
Le nostre parole e il nostro canto possano diventare
parole e canti di fede, di amore e di speranza.
oppure (MR):
Fratelli,
in questa santissima notte,
nella quale Gesù Cristo nostro Signore
passò dalla morte alla vita,
la Chiesa, diffusa su tutta la terra,
chiama i suoi figli a vegliare in preghiera.
Rivivremo la Pasqua del Signore
nell'ascolto della Parola
e nella partecipazione ai Sacramenti;
Cristo risorto confermerà in noi
la speranza di partecipare
alla sua vittoria sulla morte
e di vivere con lui in Dio Padre.
9. Benedizione del fuoco:
Preghiamo.
O Padre, che per mezzo del tuo Figlio
ci hai comunicato la fiamma viva della tua gloria,
benedici questo fuoco nuovo,
fa’ che le feste pasquali
accendano in noi il desiderio del cielo,
e ci guidino, rinnovati nello spirito,
alla festa dello splendore eterno.
Per Cristo nostro Signore.
R/. Amen.
Dopo aver benedetto il fuoco un ministrante con la molla prende un po’ di brace e la inserisce nel turibolo così da prepararlo per l’infusione dell’incenso, dopo aver acceso il cero pasquale.
Quando il popolo si è radunato, come le altre volte, in chiesa, il sacerdote con i ministri, uno dei quali porta il cero pasquale, si reca alla porta della chiesa. I fedeli, per quanto è possibile, stanno rivolti verso il sacerdote.
Il saluto e l’esortazione si compiono nel modo indicato sopra ai nn. 7-8, poi si benedice il fuoco, n. 9, ed eventualmente si prepara e si accende il cero come è indicato nei nn. 11-13.
PREPARAZIONE DEL CERO
11. Se per motivi pastorali, si ritiene opportuno mettere in risalto con alcuni simboli la dignità e il significato del cero pasquale, si può fare in questo modo: compiuta la benedizione del fuoco, un accolito, o uno dei ministri, porta il cero pasquale davanti al celebrante. Il sacerdote, con uno stilo, incide nel cero una croce: sopra di essa traccia la lettera A (alfa) e sotto la lettera O (omega); entro i bracci della croce traccia quattro cifre per indicare l’anno corrente, sottolineando i gesti con queste parole:
1. Il Cristo ieri e oggi
incide l’asta verticale;
2. Principio e fine
incide l’asta orizzontale;
3. Alfa
incide sopra l’asta verticale la lettera A;
4. e Omega.
incide sotto l’asta verticale la lettera O;
5. A lui appartengono il tempo
nell’angolo sinistro superiore della croce incide la prima cifra dell’anno corrente;
6. e i secoli
nell’angolo destro superiore della croce incide la seconda cifra dell’anno corrente;
7. A lui la gloria e il potere
nell’angolo sinistro inferiore della croce incide la terza cifra dell’anno corrente;
8. e i secoli
nell’angolo destro inferiore della croce incide la quarta cifra dell’anno corrente;
12. Poi il sacerdote può infiggere nel cero, in forma di croce, cinque grani d’incenso, mentre dice:
1. Per mezzo delle sue sante piaghe
2. gloriose
3. ci protegga
4. e ci custodisca
5. il Cristo Signore. Amen.
13. Al fuoco nuovo il sacerdote accende il cero pasquale, dicendo:
La luce del Cristo che risorge glorioso
Disperda le tenebre del cuore e dello spirito.
Quanto è descritto sopra ai nn. 11-12 può essere fatto tutto o soltanto in parte, secondo le diverse situazioni pastorali.
il presidente infonde l’incenso nel il turibolo
il coro entra in chiesa e prende posto, così quanti sono addetti all’organo
poi il commentatore introduce la processione
PROCESSIONE
Commentatore
Una colonna lucente di fuoco
indicò agli israeliti la strada
mentre di notte fuggivano dall’Egitto:
in quel segno, Dio era presente tra loro.
Quanto allora avvenne
si ripete per il popolo della Nuova Alleanza.
Anche davanti a noi, oggi,
cammina Cristo nel mezzo della notte.
Lui è la colonna luminosa
che fuga le tenebre del peccato.
Il sacerdote prende il cero pasquale, tenendolo elevato
Sulla soglia della chiesa, il presidente si ferma, e alza il cero: si canta per la prima volta:
Cristo, luce di Dio, luce del mondo!
Rendiamo grazie a Dio.
e i ministranti accendono alla fiamma del cero pasquale la loro candela, quindi avanzano (un ministrante accende anche la candela che consegnerà al presidente alla sede).
15. Tutti si avviano verso la chiesa: li precede il diacono (o il sacerdote) con il cero acceso. Se si usa l’incenso, il turiferario con il turibolo fumigante incede davanti al diacono.
Giunto il presidente al centro della navata, si canta per la seconda volta l’acclamazione:
Cristo, luce di vita, luce dell’uomo!
Rendiamo grazie a Dio.
e i fedeli accendono alla fiamma del cero pasquale la loro candela, quindi avanzano.
Giunto davanti all'altare, il presidente, rivolto verso il popolo, alza il cero: si canta per la terza volta:
Cristo, luce di gioia, luce del cuore!
Rendiamo grazie a Dio.
Si accendono le candele dell’ambone, non le candele dell’altare.
Poiché l’annuncio pasquale (exultet) costituisce un momento di grande emozione, lo sarebbe ancora di più se dopo la terza acclamazione al cero le luci elettriche restassero spente e l’assemblea ascoltasse il canto del preconio alla luce della candela che ognuno posta in mano (S. Sirboni, RPL 254, [1/2006], p. 43)
Il presidente procede alla turiferazione (se è indispensabile la luce si accenda solo il faro presbiterio)
ANNUNZIO PASQUALE
Parte seconda
LITURGIA DELLA PAROLA
Si leggono almeno tre letture dall’Antico Testamento; in casi eccezionali, almeno due.
Non si ometta mai la lettura del cap. 14 dell’Esodo.
22. Spente le candele, tutti seggono. Prima di iniziare la lettura della parola di Dio, il sacerdote si rivolge all’assemblea con queste parole o con altre simili:
Fratelli carissimi,
dopo il solenne inizio della Veglia,
ascoltiamo ora in devoto raccoglimento
la parola di Dio.
Meditiamo come nell’antica alleanza
Dio salvò il suo popolo
e nella pienezza dei tempi,
ha inviato il suo Figlio per la nostra redenzione.
Preghiamo perché Dio nostro Padre
conduca a compimento quest’opera di salvezza
incominciata con la Pasqua.
23. Ha quindi inizio la lettura.
Il lettore si reca all’ambone e proclama la prima lettura. Quindi il salmista o cantore esegue il salmo; l’assemblea risponde con il ritornello. Poi tutti si alzano: il sacerdote invita alla preghiera dicendo Preghiamo e tutti pregano per qualche momento in silenzio; il sacerdote conclude con l’orazione.
Il salmo responsoriale può essere sostituito con una pausa di sacro silenzio; in questo caso si tralascia la pausa di silenzio dopo Preghiamo.
Al termine di ogni lettura il cantore acclama:
V. Parola di Dio.
R. Rendiamo grazie a Dio.
ORAZIONI DOPO LE SINGOLE LETTURE
24. PRIMA LETTURA: la creazione (Gn 1, 1-2, 2; oppure 1, 1.26-31 a).
Commentatore
Contempliamo, nell’ascolto della prima pagina della Genesi,
come Dio abbia creato il cielo, la terra e quanto essi contengono.
Fin dall’inizio dei tempi la storia del cosmo è all’insegna dell’amore di Dio
che chiama all’esistenza le cose che non sono.
Questo è il primo grande passaggio dalla morte alla vita,
dalla notte del caos alla luce del mondo creato:
è il primo segno di benevolenza e di benedizione
che inaugura quella storia di salvezza
che in Cristo risorto avrà il suo compimento.
ORAZIONE
Preghiamo.
Dio onnipotente ed eterno,
ammirabile in tutte le opere del tuo amore,
illumina i figli da te redenti
perché comprendano che, se fu grande all’inizio
la creazione del mondo,
ben più grande, nella pienezza dei tempi,
fu l’opera della nostra redenzione,
nel sacrificio pasquale di Cristo Signore.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
R/. Amen.
Preghiamo.
O Dio, che in modo mirabile
ci hai creati a tua immagine
e in modo più mirabile ci hai rinnovati e redenti,
fa’ che resistiamo con la forza dello spirito
alle seduzioni del peccato,
per giungere alla gioia eterna.
Per Cristo nostro Signore.
R/. Amen.
25. SECONDA LETTURA: il sacrificio di Abramo (Gn 22, 1-18; oppure 1-2.9 a. 10-13, 15-18).
Commentatore
La creazione dell’umanità
si esprime in un rapporto di comunione fra il Creatore e le sue creature.
Abramo è l’amico di Dio.
Di fronte alla promessa di una discendenza,
il Signore gli chiede di sacrificare il suo primogenito, Isacco.
Questi è figura di Cristo, il Figlio amato che, sulla croce,
nella fiducia e nell’amore
si consegnerà nelle mani del Padre…
E Dio, fedele alle sue promesse, interviene per salvarlo e liberarlo dalla morte.
ORAZIONE
Preghiamo.
O Dio, Padre dei credenti,
che estendendo a tutti gli uomini
il dono dell’adozione filiale,
moltiplichi in tutta la terra i tuoi figli,
e nel sacramento pasquale del Battesimo
adempi la promessa fatta ad Abramo
di renderlo padre di tutte le nazioni,
concedi al tuo popolo di rispondere degnamente
alla grazia della tua chiamata.
Per Cristo nostro Signore.
R/. Amen.
26. TERZA LETTURA: il passaggio del Mar Rosso (Es 14, 15-15,1).
Commentatore
Cinque secoli più tardi,
i discendenti di Abramo si trovavano in Egitto,
umiliati da un crudele sfruttamento.
In una notte, il 14 del mese di Nisan,
Dio, con mano potente e braccio forte,
operò la liberazione del popolo oppresso, Israele.
È un altro grande passaggio dalla morte alla vita:
attraverso le acque della schiavitù,
l’uomo è ricondotto ad una terra libera,
dove ci si impegna a riconoscere la signoria di Dio,
garanzia autentica di comunione e di vita.
ORAZIONE
Preghiamo.
O Dio, che anche ai nostri tempi
vediamo risplendere i tuoi antichi prodigi:
ciò che facesti con la tua mano potente
per liberare un solo popolo
dall’oppressione del faraone,
ora lo compi attraverso l’acqua del Battesimo
per la salvezza di tutti i popoli;
concedi che l’umanità intera
sia accolta tra i figli di Abramo
e partecipi alla dignità del popolo eletto.
Per Cristo nostro Signore.
R/. Amen.
Preghiamo.
O Dio, tu hai rivelato nella luce della nuova alleanza
il significato degli antichi prodigi:
il Mar Rosso è l’immagine del fonte battesimale
e il popolo liberato dalla schiavitù
è un simbolo del popolo cristiano.
Concedi che tutti gli uomini, mediante la fede,
siano fatti partecipi del privilegio del popolo eletto,
e rigenerati dal dono del tuo Spirito.
Per Cristo nostro Signore.
R/. Amen.
28. QUINTA LETTURA: la salvezza offerta gratuitamente a tutti gli uomini (Is 55, 1-11).
Commentatore
«Ritornate a me! Convertite il vostro cuore…», dice il Signore.
Il dono di Dio è senza misura, senza prezzo, ma esigente:
è un dono che impegna alla fedeltà!
Se ascoltiamo la sua voce e ci lasciamo amare dal Signore,
egli perdonerà le nostre colpe e ci offrirà un’amicizia che durerà per sempre.
ORAZIONE
Preghiamo.
Dio onnipotente ed eterno,
unica speranza del mondo,
tu hai preannunziato con il messaggio dei profeti
i misteri che oggi si compiono;
ravviva la nostra sete di salvezza,
perché soltanto per l’azione del tuo Spirito
possiamo progredire nelle vie della tua giustizia.
Per Cristo nostro Signore.
R/. Amen.
30. SETTIMA LETTURA: un cuore nuovo e uno spirito nuovo (Ez 36, 16-28).
Commentatore
Il cammino della liberazione, tracciato nel tempo dell’Antica Alleanza,
è stato segnato dalle innumerevoli infedeltà del popolo d’Israele
e dalle amare conseguenze che gli Israeliti subirono a causa dei loro peccati.
Il profeta Ezechiele annuncia un tempo di grazia
proprio negli anni della deportazione a Babilonia:
è l’annuncio di un nuovo passaggio che cambierà la condizione dell’uomo,
incapace di amare perché schiavo del peccato contro Dio e contro i fratelli.
Il Signore purifica il popolo dal peccato e gli dona un cuore capace di amare,
capace di accogliere l’alba di un nuovo giorno:
il dono dello Spirito, segno di amore e di comunione con Dio.
ORAZIONE
Preghiamo.
O Dio, potenza immutabile e luce che non tramonta,
volgi lo sguardo alla tua Chiesa,
ammirabile sacramento di salvezza,
e compi l’opera predisposta nella tua misericordia:
tutto il mondo veda e riconosca
che ciò che è distrutto si ricostruisce,
ciò che è invecchiato si rinnova
e tutto ritorna alla sua integrità,
per mezzo del Cristo,
che è principio di tutte le cose.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
R/. Amen.
GLORIA
31. Dopo l’ultima lettura dell’Antico Testamento con il responsorio e l’orazione corrispondente, si accendono le candele dell’altare.
Commentatore
Anche le campane si uniscono alla nostra voce.
Uomini e cose cantano la gloria di Dio:
è passaggio dall’Antico al Nuovo Testamento.
Il Signore Risorto
è asceso alla gloria di Dio Padre
che, in comunione con lo Spirito,
guida e santifica la sua Chiesa
e la vita di ogni uomo.
Il sacerdote intona l’inno Gloria a Dio, che viene cantato da tutti.
Si suonano le campane, secondo gli usi locali.
32. Finito l’inno, il sacerdote dice la COLLETTA nel modo consueto.
ORAZIONE COLLETTA
Preghiamo.
O Dio, che illumini questa santissima notte
con la gloria della risurrezione del Signore,
ravviva nella tua famiglia lo spirito di adozione,
perché tutti i tuoi figli,
rinnovati nel corpo e nell’anima,
siano sempre fedeli al tuo servizio.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
R/. Amen.
Commentatore
San Paolo ci ricorda che il Battesimo che abbiamo ricevuto è una nuova nascita:
è il grande passaggio dall’uomo vecchio, schiavo del peccato,
con-crocifisso e con-sepolto con Cristo,
alla vita dell’uomo nuovo,
frutto della sua risurrezione e della glorificazione presso il Padre.
Per noi tutti, in questa santa notte, il Signore libera dalla morte il suo Figlio Gesù
e stabilisce con noi un’alleanza nuova ed eterna
mediante il dono dello Spirito Santo.
Nell’oscurità di queste tenebre,
emerge, dalle acque del Battesimo, la Chiesa dei credenti
che vivono, per la grazia di Cristo, come figli della luce.
33. Il lettore legge l’EPISTOLA.
34. Terminata l’epistola, tutti si alzano: il sacerdote intona solennemente l’Alleluia, che tutti ripetono. Il salmista o cantore esegue il salmo: il popolo risponde con l’Alleluia. Se è necessario, il salmista stesso in luogo del sacerdote, intona l’Alleluia (Vedi l’Appendice a pag. 1098 o pag. 1132).
Alleluia, alleluia, alleluia.
ALLELUIA
Commentatore
Mai come questa sera,
il canto dell’Alleluia
deve esprimere la nostra gioia,
la nostra fede nel Signore risorto.
Questa è la notte in cui, veramente,
Cristo ha vinto la morte
e ci ha restituiti alla vita.
I ministri si avvicinano al presidente (alla sede) che infonde l’incenso nel turibolo.
VANGELO
35. Per la proclamazione del VANGELO non si portano i candelieri, ma soltanto l’incenso, se lo si usa.
Il presidente infonde l’incenso alla sede.
Poi si accosta all’altare.
Prende l’Evangeliario, lo ostende durante il canto del versetto.
Si avvia all’ambone, affiancato dai due ceroferari.
Accede all’ambone per la via più lunga,
passando a sinistra dell’ambone stesso.
Colui che proclama il santo Evangelo canta:
V. Il Signore sia con voi.
R. E con il tuo spirito.
V. Dal Vangelo secondo…
R. E con il tuo spirito.
Al termine della proclamazione:
V. Acclamiamo alla Parola del Signore.
e il coro acclama di nuovo in canto.
Poi consegna l’Evangeliario ad un ministro che provvede ad intronizzarlo.
36. Subito dopo il Vangelo si tiene l’OMELIA; segue poi la liturgia battesimale.
Parte terza
LITURGIA BATTESIMALE
37. si pone nel presbiterio l’anfora con l'acqua.
38. Poi il presidente si porta al centro della navata e rivolge un’esortazione ai presenti con queste parole:
Fratelli carissimi,
invochiamo la benedizione
di Dio Padre onnipotente
su questo fonte battesimale,
perché tutti quelli che nel Battesimo
saranno rigenerati in Cristo,
siano accolti nella famiglia di Dio.
LITANIE DEI SANTI
BENEDIZIONE DELL’ACQUA
Commentatore
Come la luce, anche l’acqua traduce in segno
ciò che la Parola di Dio ha annunciato come promessa.
La sorgente dell’acqua battesimale
è per noi lavacro dalla colpa del peccato
e dono di vita nuova emersa dalla morte e risurrezione di Cristo.
Un ministro si prepara con il cero pasquale vicino al fonte, se lo si immerge nell’acqua.
42. Il sacerdote benedice l’acqua battesimale; a mani giunte canta o dice la seguente orazione:
O Dio, per mezzo dei segni sacramentali,
tu operi con invisibile potenza
le meraviglie della salvezza;
e in molti modi, attraverso i tempi,
hai preparato l’acqua, tua creatura,
ad essere segno del Battesimo.
Fin dalle origini il tuo Spirito si librava sulle acque,
perché contenessero in germe la forza di santificare;
e anche nel diluvio hai prefigurato il Battesimo,
perché, oggi come allora,
l’acqua segnasse la fine del peccato
e l’inizio della vita nuova.
Tu hai liberato dalla schiavitù i figli di Abramo,
facendoli passare illesi attraverso il Mar Rosso,
perché fossero immagine
del futuro popolo dei battezzati.
Infine, nella pienezza dei tempi,
il tuo Figlio, battezzato da Giovanni
nell’acqua del Giordano,
fu consacrato dallo Spirito Santo;
innalzato sulla croce,
egli versò dal suo fianco sangue e acqua,
e dopo la sua risurrezione comandò ai discepoli:
«Andate, annunziate il Vangelo a tutti i popoli,
e battezzateli nel nome del Padre e del Figlio
e dello Spirito Santo».
Ora, Padre,
guarda con amore la tua Chiesa
e fa’ scaturire per lei
la sorgente del Battesimo.
Infondi in quest’acqua,
per opera dello Spirito Santo,
la grazia del tuo unico Figlio,
perché con il sacramento del Battesimo
l’uomo, fatto a tua immagine,
sia lavato dalla macchia del peccato,
e dall’acqua e dallo Spirito Santo
rinasca come nuova creatura.
Immergendo, secondo l’opportunità, il cero pasquale
Discenda,
Padre, in quest’acqua,
per opera del tuo Figlio,
la potenza dello Spirito Santo.
tenendo il cero nell’acqua, prosegue:
Tutti coloro che in essa riceveranno il Battesimo,
sepolti insieme con Cristo nella morte
con lui risorgano alla vita immortale.
Per Cristo nostro Signore.
R/. Amen.
43. Toglie il cero dall’acqua, mentre l’assemblea fa questa acclamazione o un’altra simile:
O benedite il Signor, O benedite il Signor,
O benedite il Signor, benedite il Signor,
Parte dell’acqua viene versata nel secchiello che servirà per l’aspersione, parte nel fonte battesimale, presso il quale viene processionalmente portata l’anfora con il suo supporto.
Durante il canto due ministri attingono la luce dal cero e la comunicano all’assemblea dei fedeli per la professione di fede.
RINUNZIA A SATANA
E RINNOVAZIONE DELLE PROMESSE BATTESIMALI DELL’ASSEMBLEA
Il sacerdote si rivolge ai fedeli con queste parole o con altre simili:
Fratelli carissimi,
per mezzo del Battesimo
siamo già divenuti partecipi
del mistero pasquale del Cristo,
siamo stati sepolti insieme con lui nella morte,
per risorgere con lui a vita nuova.
Ora, al termine del cammino quaresimale, rinnoviamo le promesse del nostro Battesimo,
con le quali un giorno
abbiamo rinunziato a satana e alle sue opere
e ci siamo impegnati a servire fedelmente Dio
nella santa Chiesa cattolica.
Presidente
Rinunziate al peccato,
per vivere nella libertà dei figli di Dio?
Rinuncio.
Rinunziate alle seduzioni del male,
per non lasciarvi dominare dal peccato?
Rinuncio.
Rinunziate a satana,
origine e causa di ogni peccato?
Rinunzio.
PROFESSIONE DI FEDE
Credete in Dio, Padre onnipotente,
creatore del cielo e della terra?
Credo.
Credete in Gesù Cristo, suo unico Figlio,
nostro Signore, che nacque da Maria Vergine,
morì e fu sepolto, è risuscitato dai morti
e siede alla destra del Padre?
Credo.
Credete nello Spirito Santo,
la santa Chiesa cattolica,
la comunione dei santi,
la remissione dei peccati,
la risurrezione della carne e la vita eterna?
Credo.
Presidente
Dio onnipotente,
Padre del nostro Signore Gesù Cristo,
che ci ha liberati dal peccato
e ci ha fatto rinascere dall'acqua
e dallo Spinto Santo,
ci custodisca con la sue grazia
in Cristo Gesù nostro Signore,
per la vita eterna.
Amen.
ASPERSIONE
Commentatore:
Ora, a ricordo del nostro battesimo
veniamo aspersi con l’acqua battesimale.
Si ravvivi in noi la consapevolezza
di essere figli scelti e amati dal Padre
e di essere Chiesa, popolo che Dio si è acquistato
con il dono pasquale della vita del suo Figlio.
Canto
Non si dice il Credo.
Si osservi una pausa di silenzio
PREGHIERA UNIVERSALE
Il Presidente introduce la preghiera universale:
Fratelli e sorelle, in questa notte luminosa,
pieni di speranza rivolgiamo la nostra preghiera
a Dio nostro Padre.
Alle intenzioni si risponde con il silenzio
Illumina la tua Chiesa, o Signore,
perché nella notte del tempo possa cantare
la gioia della Risurrezione del tuo Figlio.
2.
Illumina il mondo intero, o Signore,
perché nell’inverno della violenza e del male
torinino a fiorire la pace e la riconciliazione.
3.
Illumina tutti coloro che soffrono, o Signore,
perché nel freddo delle tenebre del cuore
si riaccendano la speranza e la gioia.
4.
Illumina tutti noi, o Signore,
nella notte in cui celebriamo la Pasqua del tuo Cristo:
perché la nostra vita si rinnovi e si rivesta di bellezza.
Il Presidente conclude la preghiera universale con la seguente ORAZIONE:
O Signore nostro Dio,
oggi il tuo unico Figlio, vincitore della morte,
ci apre le porte della vita.
Fa’ che questa lieta notizia
risplenda sul nostro mondo
e che orienti l’umanità intera
verso l’avvenire di gioia che tu le prepari.
Per Cristo nostro Signore.
R. Amen.
II formulario
1.
Dio nostro,
custodisci la tua chiesa nella gioia pasquale:
la speranza della risurrezione abiti il cuore dei cristiani.
2.
Dio nostro,
concedi ai nuovi battezzati di camminare nella luce:
la grazia dello Spirito santo trasfiguri la loro vita.
3.
Dio nostro,
guarda alla nostra terra benedetta dalla vita di Gesù:
le energie della resurrezione la rendano dimora del Regno.
4.
Dio nostro,
offri la tua inesauribile misericordia a tutti gli uomini:
concedi a chi muore nell’amore il posto preparato da Gesù.
Parte quarta
LITURGIA EUCARISTICA
BENEDIZIONE SOLENNE
In questa notte di Pasqua,
Dio onnipotente vi benedica
e vi custodisca nella pace.
R/. Amen.
Dio che nella Pasqua del suo Figlio
ha rinnovato l’umanità intera,
vi renda partecipi della sua vita immortale.
R/. Amen.
Voi che dopo i giorni della Passione,
celebrate con gioia la passione del Signore,
possiate giungere alla grande festa
della Pasqua eterna.
R/. Amen.
E la benedizione di Dio onnipotente,
Padre e Figlio ? e Spirito Santo,
discenda su di voi, e con voi rimanga sempre.
R/. Amen.
Sono richiesti 8 lettori e 12 accoliti o ministranti
Servono alcuni oggetti:
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