Parrocchie di Poirino



Alcuni spunti per la preparazione alla liturgia della prossima domenica



Benché ormai invisibile, Gesù è in mezzo ai suoi, con una presenza di cui la condizione umana non limita più l'irraggiamento e che prolunga "un altro Consolatore", "lo Spirito di verità". È una relazione forte come l'amore divino che il Signore risorto offre a coloro che, nella fede, riconoscono in lui il vivente che dona la vita. Di conseguenza, la fedeltà ai comandamenti non ha nulla di servile: essa esprime e autentica il profondo attaccamento dei discepoli al loro Signore, modello di obbedienza nei riguardi di Colui che lo ha inviato e che accoglie come suoi figli i discepoli del Figlio prediletto. Questa è la religione cristiana: ugualmente distante sia dal moralismo che dal formalismo, sia dall'adesione puramente intellettuale o sentimentale che da qualsiasi conformismo esteriore, sia dall'evasione fuori da questo mondo che da una vaga religiosità senza contenuto oggettivo.
I comandamenti di Dio non sono né leggi nel senso giuridico del termine né precetti di buona condotta. Essi segnalano la strada della "vita retta" rivelata dal Cristo. Il fatto di prendere questa strada e restare su di essa espone certamente a calunnie e sofferenze che non sono state risparmiate al santo, consegnato alla morte per portare a Dio i colpevoli e i peccatori.
Bisogna essere sempre pronti a rendere conto della speranza che è in noi, ma "con dolcezza e rispetto". Questa umile testimonianza sarà più forte di molti discorsi e di un'apologia aggressiva. Ciò che Pietro ha scritto nella sua prima lettera resta attuale, soprattutto ai nostri giorni, in cui nulla sfugge alla tentazione di una pubblicità chiassosa e aggressiva, infarcita di slogan destinati a anestetizzare la possibilità di riflettere con calma.
Le persecuzioni possono diventare addirittura occasioni di avanzamento dell'evangelizzazione. Esse hanno obbligato certi fratelli della prima comunità cristiana di Gerusalemme a disperdersi e a portare così il Vangelo al di fuori della Giudea.
La parola di Dio e la liturgia fanno convergere i loro raggi su ciò che avviene qui ed ora. Ma volgono anche i nostri sguardi verso ciò che dobbiamo fare perché il messaggio pasquale oltrepassi i nostri orizzonti familiari.

prima lettura At 8,5-8.14-17
La persecuzione ha provocato la dispersione di una parte della comunità cristiana di Gerusalemme (At 1,1-4). Filippo, uno dei sette istituiti in un primo tempo per il servizio delle mense (At 6, 17), si rifugia in Samaria, dove predica il Vangelo compiendo segni analoghi a quelli di Gesù. Il battesimo dei samaritani spinge anche gli apostoli Pietro e Giovanni a uscire dalla Giudea. Un esempio di attenzione ai "segni dei tempi" che merita di essere ricordato e meditato!

Dagli Atti degli apostoli
In quei giorni, 5 Filippo, sceso in una città della Samaria, cominciò a predicare il Cristo. 6 E le folle prestavano ascolto unanimi alle parole di Filippo sentendolo parlare e vedendo i miracoli che egli compiva.
7 Da molti indemoniati uscivano spiriti immondi, emettendo alte grida e molti paralitici e storpi furono risanati. E vi fu grande gioia in quella città.
14 Frattanto gli apostoli, a Gerusalemme, seppero che la Samaria aveva accolto la parola di Dio e vi inviarono Pietro e Giovanni.
15 Essi discesero e pregarono per loro perché ricevessero lo Spirito santo; 16 non era infatti ancora sceso sopra nessuno di loro, ma erano stati soltanto battezzati nel nome del Signore Gesù. 17 Allora imponevano loro le mani e quelli ricevevano lo Spirito santo. - Parola di Dio.

salmo responsoriale 65, 1-3a; 4-5; 6-.7a; 16.20
Ancor oggi il Vangelo viene accolto con gioia oltre le nostre frontiere. Alleluia!
Rit. Grandi sono le opere del Signore.
1 Acclamate a Dio da tutta la terra,
2 cantate alla gloria del suo nome,
date a lui splendida lode.
3 Dite a Dio: "Stupende sono le tue opere!
4 A te si prostri tutta la terra,
a te canti inni, canti al tuo nome".
5 Venite e vedete le opere di Dio,
mirabile nel suo agire sugli uomini.
6 Egli cambiò il mare in terra ferma,
passarono a piedi il fiume;
per questo in lui esultiamo di gioia:
7 con la sua forza domina in eterno.
16 Venite, ascoltate, voi tutti che temete Dio,
e narrerò quanto per me ha fatto.
20 Sia benedetto Dio:
non ha respinto la mia preghiera,
non mi ha negato la sua misericordia.
seconda lettura 1Pt 3,15-18
In poche righe, un codice di condotta cristiana in mezzo alle contraddizioni del mondo: audacia umile e rispettosa di tutti nella professione della fede; fedeltà nel compimento del bene qualunque cosa accada; in ogni circostanza, comportamento analogo a quello del Cristo, il giusto "morto per gli ingiusti per ricondurci a Dio".
Dalla prima lettera di Pietro apostolo
Carissimi, 15 adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi.
Tuttavia questo sia fatto con dolcezza e rispetto, 16 con una retta coscienza, perché nel momento stesso in cui si parla male di voi rimangano svergognati quelli che malignano sulla vostra buona condotta in Cristo.
17 È meglio infatti, se così vuole Dio, soffrire operando il bene piuttosto che fare il male.
18 Anche Cristo è morto una volta per sempre per i peccati, giusto per gli ingiusti, per ricondurvi a Dio; messo a morte nella carne, ma reso vivo nello spirito. - Parola di Dio.
canto al Vangelo Gv 14,23
Alleluia, alleluia
Se uno mi ama, osserverà la mia parola, dice il Signore, e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui.

Vangelo Gv 14,15-21
Una breve variazione su alcuni temi cari a Giovanni: la fedeltà ai comandamenti, criterio decisivo dell'attaccamento al Cristo che intercede per noi, pegno dell'invio dello Spirito consolatore; la fedeltà cristiana, comunione alla vita del Padre e del Figlio nell'unità dello Spirito Santo.

? Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: 15 "Se mi amate, osserverete i miei comandamenti. 16 Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perché rimanga con voi per sempre, 17lo Spirito di verità che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché egli dimora presso di voi e sarà in voi.
18 Non vi lascerò orfani, ritornerò da voi. 19 Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. 20 In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre e voi in me e io in voi.
21 Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi mi ama. Chi mi ama sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui".





Spunti per le catechiste per il vangelo di domenica:


Possibili spunti

Dipinto di Lazzaro
L'opera segna un momento di profonda innovazione nel linguaggio pittorico trecentesco, unendo realismo umano e simbologia teologica. • l Cristo e il gesto del comando: Gesù è raffigurato sulla sinistra, con un manto blu che simboleggia la sua natura soprannaturale e regale. Il suo braccio teso non è solo un gesto fisico, ma forza divina che ridona la vita.
• Lazzaro e il realismo del corpo: Lazzaro appare ancora avvolto nelle bende funebri, con un volto pallido e scavato che testimonia il realismo scientifico di Giotto nel rappresentare la morte. Accanto a lui, un apostolo (spesso identificato con Pietro) aiuta a sciogliere le bende, indossando un abito giallo che richiama il cambiamento e il passaggio alla vita. • Le sorelle Marta e Maria: Prostrate ai piedi di Gesù, le sorelle di Lazzaro rappresentano la fede e la speranza. La loro posizione crea linee diagonali che guidano l'occhio dello spettatore verso il miracolo, suggerendo un senso di ascesa e rinnovamento.
• Dettagli di vita quotidiana: Un elemento di straordinaria modernità è la figura dell'uomo sulla destra che si copre il naso con il mantello per proteggersi dal miasma della tomba aperta. Questo dettaglio "terragno" conferma che Lazzaro era morto da giorni, sottolineando la potenza del miracolo. Significato Artistico
1. Espressività Emotiva: Gli sguardi e i gesti (lo stupore degli astanti, il dolore delle sorelle) rendono il dramma sacro accessibile e profondamente umano.
2. Simbologia dei Colori: L'uso del verde, bianco e rosso per le virtù teologali e del bianco-oro per la regalità divina arricchisce la narrazione di strati interpretativi.


Consiglio alle catechiste