Immagine bellissima della Chiesa, dell’umanità, di Maria, di me, piccolo cuore ancora vestito d’ombre. Che rivela la nostra comune vocazione: essere nella vita, datori di vita. Essere creature solari, generanti vita, e in lotta. Contro il male, il grande drago rosso che divora la luce, che mangia i frutti della vita. Avere un cuore di luce, mandare solo segnali di vita attorno a sé, e non arrendersi mai. Perché il futuro del mondo non è gravido di morte, ma di vita. Il vangelo racconta che "Maria si mise in viaggio, in fretta, verso la montagna". Lei è la donna del viaggio compiuto in fretta, perché l’amore ha sempre fretta, non sopporta ritardi; va’, portata dal futuro che prende carne e calore in lei. Donna in viaggio, che è sempre figura di una ricerca interiore, di un cammino verso un mondo nuovo sulle tracce di Dio e sulle speranze del cuore. Donna in viaggio verso altri: Maria non è mai da sola nel Vangelo, non si è mai ritagliata uno spazio per quanto esiguo, da riservare a sé. Va continuamente verso altri, creatura di comunione, nodo di incontri. Donna in viaggio da casa a casa, che lascia la sua casa di Nazaret, e va da Elisabetta, dagli sposi di Cana, a Cafarnao, alla camera alta a Gerusalemme, quasi la sua casa si fosse dilatata e spalancata e moltiplicato il cerchio del cuore. Donna in viaggio con gioia, gioia e paura insieme, gioia che all’incontro con Elisabetta si fa abbraccio e poi canto. Perché la gioia, come la pace, come l’amore, si vivono solo condividendoli.
L’Assunta è la festa della nostra comune migrazione verso la vita. Siamo umanità dolente, ma incamminata; umanità ferita, caduta, eppure incamminata; umanità che ben conosce il tradimento, ma che non si arrende, che ama con la stessa intensità il cielo e la terra.
prima lettura Ap 11,19a;12,1-6a.10ab
In questa visione si sovrappongono due immagini. Da un lato, quella della donna che partorisce, nella paura e nel dolore, un bambino minacciato dalla straordinaria potenza di un terribile drago. Si pensa alla Chiesa, i cui figli devono temere continuamente gli assalti del nemico che vuole la loro rovina. Dall'altro, la donna madre del pastore che preserva i suoi da ogni pericolo. Si pensa allora a Maria, sulla quale il male non ha avuto presa e che ha generato il salvatore. Ma le due misteriose visioni sfumano per lasciare tutto il posto alla gloria di Dio e del suo Cristo, verso il quale sale una vibrante azione di grazie.
Dal libro dell’Apocalisse di Giovanni apostolo
11,19 Si aprì il santuario di Dio nel cielo e apparve nel santuario l’arca dell’alleanza.
12,1 Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle. 2 Era incinta e gridava per le doglie e il travaglio del parto.
3 Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi; 4 la sua coda trascinava giù un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra.
Il drago si pose davanti alla donna che stava per partorire, per divorare il bambino appena nato.5 Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro, e il figlio fu subito rapito verso Dio e il suo trono. 6 La donna invece fuggì nel deserto, ove Dio le aveva preparato un rifugio.
10 Allora udii una gran voce nel cielo che diceva:« Ora si è compiuta la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio e la potenza del suo Cristo». - Parola di Dio
salmo responsoriale 44,10-11; 12.15b-16
Un poema per celebrare l'ingresso di Maria nel palazzo del suo Signore.
Rit. Risplende la Regina, Signore, alla tua destra
10 Figlie di re stanno tra le tue predilette;
alla tua destra la regina in ori di Ofir.
11 Ascolta, figlia, guarda, porgi l’orecchio,
Dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre
12 Al re piacerà la tua bellezza.
Egli è il tuo Signore: prostrati a lui.
15 Con lei le vergini compagne
a te sono condotte;
16 guidate in gioia ed esultanza
entrano insieme nel palazzo del re.
seconda lettura 1Cor 15,20-26
Ciascuno al suo posto, tutti rivivranno perché il Cristo, capo dell'umanità nuova e risorto dai morti, ha aperto la strada della vita che non avrà fine. Ciò che oggi è oggetto di fede e di speranza apparirà un giorno in piena luce.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai corinti
Fratelli, 20 Cristo è risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono morti. 21 Poiché se a causa di un uomo venne la morte, a causa di un uomo verrà anche la risurrezione dei morti; 22 e come tutti muoiono in Adamo, così tutti riceveranno la vita in Cristo.
23 Ciascuno però nel suo ordine: prima Cristo, che è la primizia; poi, alla sua venuta, quelli che sono di Cristo; 24 poi sarà la fine, quando egli consegnerà il regno a Dio padre, dopo aver ridotto al nulla ogni principato e ogni potestà e potenza .
25 Bisogna infatti che egli regni finché non abbia posto tutti i nemici sotto i suoi piedi. 26 L’ultimo nemico ad essere annientato sarà la morte. - Parola di Dio
canto al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Oggi, il Signore si è ricordato del suo amore.
Si è chinato sulla sua umile serva.
Tutte le generazioni la diranno beata. Alleluia.
Vangelo
Nulla di aneddotico nel racconto dell'incontro fra Maria e sua cugina, che restarono comunque insieme «circa tre mesi». E neppure alcun commento da parte dell'evangelista. Bastano il saluto rivolto da Elisabetta alla madre del Signore e il cantico che sale dal cuore dell'umile serva del Signore. Tutte le generazioni proclamano Maria «beata», «benedetta fra tutte le donne» e non si stancano di rivolgersi a lei, chiedendole di restare vicina e di intercedere presso suo Figlio per i peccatori, ricordandosi del suo amore. La Chiesa può far suo il Magnificat, rendendo grazie per le «meraviglie» che lo Spirito Santo non cessa di compiere a favore dei credenti, per sempre.
Dal Vangelo secondo Luca
39 In quei giorni, Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda.
40 Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. 41 Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo.
Elisabetta fu piena di Spirito Santo 42 ed esclamò a gran voce:«Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! 43 A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? 44 Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. 45 E beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore».
46 Allora Maria disse:
«L’anima mia magnifica il Signore 47 e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, 48 perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. 49 Grandi cose ha fatto in me l’onnipotente e santo è il suo nome: 50 di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono. 51 Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; 52 ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; 53 ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato a mani vuote i ricchi. 54 Ha soccorso Israele, suo servo, 55 come aveva promesso ai nostri padri, ad Abramo e alla sua discendenza per sempre».
56 Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua. - Parola del Signore