Parrocchie di Poirino



Alcuni spunti per la preparazione alla liturgia della prossima domenica



Il racconto è lungo e dettagliato: 45 versetti (Gv 11,1-45). Prima di recarsi alla tomba, Gesù sapeva che il suo amico era morto ed è lui stesso che ha deciso di andare a "svegliarlo". Marta, la sorella del defunto, non chiede nulla: si rammarica solo che Gesù non sia venuto prima, per guarire il fratello prima che lo cogliesse la morte. Vi è poi, soprattutto, il dialogo fra Gesù e Marta, il modo quasi liturgico in cui Gesù, dopo aver reso grazie al Padre con gli occhi levati al cielo, grida a Lazzaro di uscire dalla tomba, ordina di scioglierlo dalle bende che lo tenevano legato e di "lasciarlo andare". Infine, Gesù stesso dice che questa risurrezione è un "segno" dato per suscitare la fede.
Tutto questo conferisce a questa grande pagina del Vangelo un notevole sapore di catechesi battesimale, rivolta a coloro che, oggi, la sentono proclamare, poiché essa interpella la loro fede. "Io sono la risurrezione e la vita, ci dice Gesù. Chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno. Credi tu questo?".
Paolo, da parte sua, esplicita ciò che significa e implica la fede in Gesù, risurrezione e vita. Lo Spirito di Dio abita in noi, che quindi non siamo più sotto il dominio della carne; pur essendo votati alla morte, Gesù renderà la vita ai nostri corpi mortali. Noi professiamo la fede nella risurrezione individuale, personale. La professiamo veramente?

prima lettura Ez 37,12-14
Secondo la tradizione biblica, l’esilio a Babilonia (597-538 a.C.) è stato per tutto il popolo come la morte da cui non si ritorna. Attraverso la voce del profeta, il Signore Dio si rivolge ai deportati che hanno perso ogni speranza. Voi dimenticate chi io sono, la mia fedeltà e la mia potenza. Siete morti? Ebbene, farò risorgere il mio popolo, lo ricondurrò sulla terra dei suoi padri.

Dal libro del profeta Ezechiele
12 Così dice il Signore Dio: Ecco, io apro i vostri sepolcri, vi risuscito dalle vostre tombe, o popolo mio, e vi riconduco nel paese d'Israele.
13 Riconoscerete che io sono il Signore, quando aprirò le vostre tombe e vi risusciterò dai vostri sepolcri, o popolo mio.
14 Farò entrare in voi il mio spirito e rivivrete; vi farò riposare nel vostro paese; saprete che io sono il Signore. L'ho detto e lo farò. - Parola di Dio.
salmo responsoriale 129, 1-2; 3-4; 5-6; 7cd-8
Gridare verso Dio è sperare. Confessare il proprio peccato è credere al perdono. Nelle tenebre che ci circondano, già brillano le prime luci della Pasqua.

Rit. Il Signore è bontà e misericordia.

1 Dal profondo a te grido, o Signore;
2 Signore, ascolta la mia voce.
Siano i tuoi orecchi attenti
alla voce della mia preghiera.
3 Se consideri le colpe, Signore,
Signore, chi potrà sussistere?
4 Ma presso di te è il perdono:
perciò avremo il tuo timore.
5 Io spero nel Signore,
l'anima mia spera nella sua parola.
6 L'anima mia attende il Signore
più che le sentinelle l'aurora.
7 Israele attenda il Signore,
perché presso il Signore è la misericordia
e grande presso di lui la redenzione.
8 Egli redimerà Israele
da tutte le sue colpe.
seconda lettura Rm 8,8-11
Il dono dello Spirito cambia radicalmente la condizione dei credenti. Non sfuggono alla morte fisica, ma, divenuti giusti, non ne resteranno prigionieri. La loro morte sarà, con il Cristo e come lui, Pasqua di risurrezione, ingresso nella vita.
Dalla lettera di Paolo apostolo ai romani
Fratelli, 8 quelli che vivono secondo la carne non possono piacere a Dio.
9 Voi però non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene.
10 E se Cristo è in voi, il vostro corpo è morto a causa del peccato, ma lo spirito è vita a causa della giustificazione. 11 E se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi. - Parola di Dio.

canto al Vangelo Cf. Gv 11,26a-26
Lode e onore a te, Signore Gesù!
lo sono la risurrezione e la vita,
dice il Signore,
chi crede in me non morrà in eterno.

Vangelo Gv 11,1-45 (lett. breve 3-7.17.20-27.33b-45)
Il Vangelo della risurrezione di Lazzaro induce a entrare nel gruppo dei diversi personaggi del racconto, a seguire le due sorelle nei loro spostamenti e poi fino alla tomba, dove il morto giace già da quattro giorni. Gli equivoci e i malintesi che punteggiano i dialoghi invitano ognuno a interrogarsi sul modo in cui comprende personalmente le parole e i gesti di Gesù. Egli è assolutamente tranquillo nel trambusto generale, ma al tempo stesso profondamente umano davanti alla morte dell'amico, che gli strappa le lacrime. Dopo questo momento di intensa emozione, eccolo in un atteggiamento sobriamente ieratico, che rivela la sua straordinaria autorità. Coloro che erano venuti numerosi a consolare le sorelle del defunto hanno creduto in Gesù. E noi?

X Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, [1 era malato un certo Lazzaro di Betania, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella. 2 Maria era quella che aveva cosparso di olio profumato il Signore e gli aveva asciugato i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato.] 3 Le sorelle mandarono dunque a dirgli: "Signore, ecco, il tuo amico è malato".
4 All'udire questo, Gesù disse: "Questa malattia non è per la morte, ma per la gloria di Dio, perché per essa il Figlio di Dio venga glorificato". 5 Gesù voleva molto bene a Marta, a sua sorella e a Lazzaro. 6 Quand'ebbe dunque sentito che era malato, si trattenne due giorni nel luogo dove si trovava. 7 Poi, disse ai discepoli: "Andiamo di nuovo in Giudea!".[ 8 I discepoli gli dissero: "Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?". 9 Gesù rispose: "Non sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; 10 ma se invece uno cammina di notte, inciampa, perché gli manca la luce". 11 Così parlò e poi soggiunse loro: "Il nostro amico Lazzaro s'è addormentato; ma io vado a svegliarlo". 12 Gli dissero allora i discepoli: "Signore, se si è addormentato, guarirà". 13 Gesù parlava della morte di lui, essi invece pensarono che si riferisse al riposo del sonno. 14 Allora Gesù disse loro apertamente: "Lazzaro è morto 15 se io sono contento per voi di non essere stato là, perché voi crediate. Orsù, andiamo da lui!". 16 Allora Tommaso, chiamato Didimo, disse ai condiscepoli: "Andiamo anche noi a morire con lui!".]
17 Venne dunque Gesù e trovò Lazzaro che era già da quattro giorni nei sepolcro.[18 Betania distava da Gerusalemme meno di due miglia 19 e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria per consolarle per il loro fratello.] 20 Marta dunque, come seppe che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. 21 Marta disse a Gesù: "Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! 22 Ma anche ora so che qualunque cosa chiederai a Dio, egli te la concederà". 23 Gesù le disse: "Tuo fratello risusciterà". 24 Gli rispose Marta: "So che risusciterà nell'ultimo giorno". 25 Gesù le disse: "lo sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; 26 chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno. Credi tu questo?". 27 Gli rispose: "Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio che deve venire nel mondo".
[28 Dopo queste parole se ne andò a chiamare di nascosto Maria, sua sorella, dicendo: "Il Maestro è qui e ti chiama". 29 Quella, udito ciò, si alzò in fretta e andò da lui. 30 Gesù non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta gli era andata incontro. 31 Allora i Giudei che erano in casa con lei a consolarla, quando videro Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono pensando: "Va al sepolcro per piangere là". 32 Maria, dunque, quando giunse dov'era Gesù, vistolo, si gettò ai suoi piedi dicendo: "Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!".] 33 Gesù [allora quando la vide piangere e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei,] si commosse profondamente, si turbò e disse: 34 "Dove l'avete posto?". Gli dissero: "Signore, vieni a vedere!". 35 Gesù scoppiò in pianto. 36 Dissero allora i Giudei: "Vedi come lo amava!". 37 Ma alcuni di loro dissero: "Costui che ha aperto gli occhi al cieco non poteva anche far sì che questi non morisse?".
38 Intanto Gesù, ancora profondamente commosso, si recò al sepolcro; era una grotta e contro vi era posta una pietra. 39 Disse Gesù: "Togliete la pietra!". Gli rispose Marta, la sorella del morto: "Signore, già manda cattivo odore, poiché è di quattro giorni". 40 Le disse Gesù: "Non ti ho detto che, se credi, vedrai la gloria di Dio?". 41 Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: "Padre, ti ringrazio che mi hai ascoltato. 42 Io sapevo che sempre mi dài ascolto, ma l'ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato". 43 E detto questo, gridò a gran voce: "Lazzaro, vieni fuori!". 44 Il morto uscì, con i piedi e le mani avvolti in bende, e il volto coperto da un sudario. Gesù disse loro: "Scioglietelo e lasciatelo andare".
45 Molti dei Giudei che eran venuti da Maria, alla vista di quel che egli aveva compiuto, credettero in lui. - Parola del Signore.





Spunti per le catechiste per il vangelo di domenica:


Possibili spunti

Dipinto di Lazzaro
L'opera segna un momento di profonda innovazione nel linguaggio pittorico trecentesco, unendo realismo umano e simbologia teologica. • l Cristo e il gesto del comando: Gesù è raffigurato sulla sinistra, con un manto blu che simboleggia la sua natura soprannaturale e regale. Il suo braccio teso non è solo un gesto fisico, ma forza divina che ridona la vita.
• Lazzaro e il realismo del corpo: Lazzaro appare ancora avvolto nelle bende funebri, con un volto pallido e scavato che testimonia il realismo scientifico di Giotto nel rappresentare la morte. Accanto a lui, un apostolo (spesso identificato con Pietro) aiuta a sciogliere le bende, indossando un abito giallo che richiama il cambiamento e il passaggio alla vita. • Le sorelle Marta e Maria: Prostrate ai piedi di Gesù, le sorelle di Lazzaro rappresentano la fede e la speranza. La loro posizione crea linee diagonali che guidano l'occhio dello spettatore verso il miracolo, suggerendo un senso di ascesa e rinnovamento.
• Dettagli di vita quotidiana: Un elemento di straordinaria modernità è la figura dell'uomo sulla destra che si copre il naso con il mantello per proteggersi dal miasma della tomba aperta. Questo dettaglio "terragno" conferma che Lazzaro era morto da giorni, sottolineando la potenza del miracolo. Significato Artistico
1. Espressività Emotiva: Gli sguardi e i gesti (lo stupore degli astanti, il dolore delle sorelle) rendono il dramma sacro accessibile e profondamente umano.
2. Simbologia dei Colori: L'uso del verde, bianco e rosso per le virtù teologali e del bianco-oro per la regalità divina arricchisce la narrazione di strati interpretativi.


Consiglio alle catechiste